lunedì 7 ottobre 2013

ordine

sta piovendo. amo la pioggia. amo l'odore che le cose assumono dopo un temporale. amo quel colore che il cielo assume quando le gocce d'acqua scendono prima lentamente, poi sempre più in un crescendo di suoni ed emozioni. si la pioggia mi emoziona. la adoro.
  giornate così mi fanno pensare. penso a tutto. al fatto che la vita viene bagnata e disciolta da questa colata d'acqua. che il velo che formano le gocce una accanto all'altra nascondono il mondo lasciando scoperti solo in nostri occhi. sono queste giornate in cui si sta in casa a pensare, a riordinarsi i pensieri, a vivere se stessi. E io adoro stare con me. anche se la compagnia non è delle migliori.
  si cerca sempre di fare ordine nella poropria vita quando si è da soli con se stessi. si cerca di trovare un perché ad ogni pensiero, ad ogni sogno e alle speranze sopravvissute al mio olocausto interiore. credo che stare con se stessi sia come stare sotto la pioggia: guardi dentro te stesso e un mare ti cade addosso in pochi istanti, e in quei momenti ti accorgi che tu sei un solo granello nella distesa infinita di sabbia. una goccia nel mare.
  come per il silenzio, anche l'ordine, è solo una stupida utopia. si cerca sempre un modo per sistemare i pensieri negli scompartimenti della testa. ma ammettiamolo: è impossibile. è come voler passare tra una goccia e l'altra durante un temporale. non si può pretendere di rimanere asciutti.

la nostra mente è come uno scantinato, e pensare di riordinare è come voler togliere tutte le ragnatele da tutta la merda che ci troviamo. e in 18 anni mi ritrovo sempolto da me stesso. mi chiedo scusa per questo. perché se mi ritrovo sepolto da me stesso è solo perché ho sempre rinunciato a riordinare la mia vita. ma spero mi perdoni qualche giorno di questi.
-D.

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