fatemi capire una cosa. cos'ho di sbagliato? cosa c'è ce non va in me, nella mia persona fisica e nel mio essere? seriamente, mi sono davvero stufato. non è possibile che ogni stramaledetta volta debba essere friendzonato da ogni singolo essere vivente sulla fottuta faccia della terra.
sono un ragazzo di 19 anni, alto, moro, fisicamente non sarò il massimo ma non sono una botte di merda, leggo molto, mi piacciono i film e i telefilm, sono un ragazzo aperto al confronto, aperto a qualsiasi ideologia, aperto a tutto.
mi piace viaggiare, conoscere, scrivere, suonare la batteria, sono abbastanza simpatico e anche abbastanza carino, mi curo, mi piace studiare, uscire, divertirmi ma anche stare a casa, da solo o (in un universo parallelo) con un'ipotetica ragazza, a sparare stronzate, mangiare e coccolarci.
sono un ragazzo che se si affeziona lo dimostra, nel bene o nel male, dimostra di metterci il cuore nelle cose che fa, dimostra di tenerci. e lo dimostro davvero. cazzo se lo faccio.
sono un ragazzo che capisce quando c'è qualcosa che non va, pronto a tutto per fare pace o per aiutare, per ascoltare o semplicemente per esserci nel momento del bisogno.
voi volete questo no? ecco, io lo sono porco mondo, e non lo dico con presunzione; lo dico perché altri lo possono confermare.
ditemi, allora: perché devo piangermi tutte le notti addosso perché mi sento un reietto, un fallito, una merda nel vedere tantissime coppie stra felici, perfette l'uno per l'altra, e poi voltare il mio sguardo allo specchio e vedermi solo, triste e morto dentro? perché devo essere io a starci sempre male?
seriamente, è una cosa che non mi capacito: le ragazze predicano tanto per avere il ragazzo bello, sincero, vero, che dimostri che ci tiene. e cristo, io cosa sono, uno stronzo? no, non sono il tipico ragazzo stronzo, non mi piace né interpretare quella parte, né passarci. sono un fottuto bravo ragazzo, e vorrei che quando una persona dice che è il bravo ragazzo che cerca, che lo cerchi per davvero! fanculo. seriamente, vaffanculo.
ah, io non corro più dietro a nessuno. scordatevi che sia sempre io il primo a scrivervi, a cercarvi e a dimostrarvi il mio affetto.
o me lo dimostrate o sarò freddo come la tavoletta del water la mattina presto. sia chiaro.
-D.
a luci accese il buio morirà dallo spavento, non soffro soffio al tramonto, sogno di spegnere il sole
venerdì 24 gennaio 2014
martedì 7 gennaio 2014
fa male
fa male quando ti innamori
fa male quando soffri per amore
fa male quando la musica di colpisce, con un colpo mancino, il cuore
fa male quando pensi troppo
fa male pensare troppo poco
fa male osservare la propria vita tramite occhi esterni ai propri
fa male realizzare di avere infranto una promessa
fa male sapere di aver spezzato un cuore, la fiducia o l'anima di una persona
fa male quando ci spezzano il cuore, la fiducia e la nostra anima
fa male avere rimpianti
fa male non averne
fa male quando veniamo illusi
fa male quando siamo noi stessi ad illuderci
fa male stare bene
fa male sperare
fa male sognare ad occhi aperti
fa male andarsene
fa male quando qualcuno se ne va
fa male stare all'ombra di qualcuno
fa male essere ignorati
fa male essere se stessi
fa male indossare mille maschere
fa male quando le persone le indossano con noi
fa male, tutto qui.
-D
fa male quando soffri per amore
fa male quando la musica di colpisce, con un colpo mancino, il cuore
fa male quando pensi troppo
fa male pensare troppo poco
fa male osservare la propria vita tramite occhi esterni ai propri
fa male realizzare di avere infranto una promessa
fa male sapere di aver spezzato un cuore, la fiducia o l'anima di una persona
fa male quando ci spezzano il cuore, la fiducia e la nostra anima
fa male avere rimpianti
fa male non averne
fa male quando veniamo illusi
fa male quando siamo noi stessi ad illuderci
fa male stare bene
fa male sperare
fa male sognare ad occhi aperti
fa male andarsene
fa male quando qualcuno se ne va
fa male stare all'ombra di qualcuno
fa male essere ignorati
fa male essere se stessi
fa male indossare mille maschere
fa male quando le persone le indossano con noi
fa male, tutto qui.
-D
venerdì 3 gennaio 2014
giornata tipo
sveglia alle 9, orario perfetto: non troppo presto ma nemmeno tardi o troppo tardi.
controllo il telefono, per abitudine ma, più che altro per curiosità. curiosità nel vedere chi mi ha scritto, cosa è successo nel gruppo, cosa mi sono perso la notte precedente
solitamente non mi scrive nessuno, controllo il telefono e l'unica cosa che vedo è l'orario, il mio screen-saver e, una volta rimesso in stand by il cellulare, il mio viso, segnato dalle lacrime della sera prima, dal sonno e dalle pieghe del cuscino
mi alzo, tappa bagno, poi colazione, e ritorno a letto. riprendo il telefono e, indeciso se mandare o no il buongiorno a quelle 2/3 persone che mi interessa sentire, entro su facebook a controllare le mie "notifiche".
mi decido e scrivo il buongiorno a qualcuno.
entro nella nostra chat. controllo l'ultima volta che ti sei connessa. risale a la sera prima. mi sento sollevato; un po' perché, in me, nutro la speranza che presto mi scriverai; in parte perché posso dirmi: "non mi ha scritto visto che non si è ancora connessa".
tutte cazzate insomma, tanto per trovare una scusa per non accettare il fatto che ormai i giorni del "dobbiamo vederci" o "dobbiamo guardare un film insieme e coccolarci" o del "o ci teniamo o cadiamo insieme" sono finiti.
due ore di studio, intervallato con qualche messaggio qui e là, merenda e nuovamente un'occhiata nella nostra chat di whatsapp, o del tuo profilo di instagram/facebook/tumblr/twitter/ask. sempre con la speranza di trovarmi un tuo messaggio o una tua frecciatina, o ancora una tua notifica. ma, ovviamente, niente da fare.
ora di pranzo, messaggi, cibo, tv e studio di nuovo, sempre con un pizzico di messaggi con le uniche persone con cui parlo ultimamente, tranne te.sempre nutrendo la speranza che mi arrivi un tuo messaggio. ma niente, nuovamente.
verso le 7 mi metto al pc, canto le solite canzoni, vado su facebook e sui social network sopracitati, controllo, ovviamente, il tuo profilo e poi vado a cena, tenendo sempre sott'occhio il telefono, in attesa di un tuo messaggio.
cena, indecisione su quando fare la doccia, prima di andare a letto o subito dopo cena, e decisione sul da farsi della serata. messaggi su messaggi, tranne i tuoi, cazzeggio e poi a letto, verso mezzanotte e mezzo. buonanotte buonanotte, e per finire, come la mattina controllo la nostra chat. rileggo gli ultimi messaggi, guardo tutte le nostre foto, rileggo la tua lettera, guardo il tuo regalo, e le foto al suo interno, sfoglio tutte le foto sul tuo profilo di facebook, controllo le domande che ti sono state fatte durante il giorno, ricontrollo la nostra chat e vedo che sto andando a letto dopo la sua ultima visualizzazione, con la speranza di svegliarmi vedendo la tua ultima visualizzazione prima dell'orario in cui mi sono appisolato.
sai, capita spesso che ci immagino, entrambi al telefono, con la chat aperta, aspettando che uno scriva, aspettando quel "sta scrivendo..." che ora mi manca da morire, aspettando qualcosa. qualcosa che non arriverà.
spero sempre tu legga le cose che scrivo su di te, e che sorrida, e se lo stai facendo, o se l'hai mai fatto su uno qualunque dei post dedicati a te: sorridi pure, sei più bella quando sorridi.
buonanotte
-D.
problemi
CHIEDO VENIA PER GLI INCONVENIENTE CON GLI ULTIMI 3 POSTI: NON SO CHE SIA SUCCESSO, E NON RIESCO A PORVI RIMEDIO. CHIEDO ANCORA SCUSA PER L'INCONVENIENTE.
-D.
-D.
questa sabbia
la vita è come il mare. e non parlo solo del fatto che è imprevedibile come il movimento delle onde ecc.. no. io parlo dell'insieme. la vita è come una bella spiaggia. ci entri che sei pulito, ma dopo poco, non appena esci, inizi a sporcarti. entri in acqua, ed è la sensazione più bella del mondo, ti senti fresco, libero, infinito. ma, quando esci, ti sporchi di nuovo e l'unico modo per tornare pulito è rientrare in acqua. ma non si può stare in acqua per sempre. bisogna sporcarsi. e per te ne è valsa la pensa, eccome se ne è valsa la pena di sporcarmi. ora mi trovo nella sabbia. sono appena uscito dall'acqua e sono ancora sporco. se notiamo, quando ci asciughiamo, la sabbia piano piano, quella che si è attaccata al nostro corpo, comincia a staccarsi. ecco io sono in quello stato. sono uscito dall'acqua e sono tornato sulla sabbia. ma ora quella inizia a staccarsi, e il mio corpo si sta preparando ad una nuova immersione.
ho fatto questo giro di parole semplicemente per dire che si, è vero, sono uscito da una situazione in cui credevo di essere infinito. ma mi sto preparando a tornare in quella stessa situazione. ora è diverso. ora sono consapevole che quella situazione sarà temporanea. sarà un'illusione provvisoria.
ma preferisco un illusione provvisoria piuttosto che rimanere bagnato e senza asciugamano sdraiato su questa bollente sabbia.
ho fatto questo giro di parole semplicemente per dire che si, è vero, sono uscito da una situazione in cui credevo di essere infinito. ma mi sto preparando a tornare in quella stessa situazione. ora è diverso. ora sono consapevole che quella situazione sarà temporanea. sarà un'illusione provvisoria.
ma preferisco un illusione provvisoria piuttosto che rimanere bagnato e senza asciugamano sdraiato su questa bollente sabbia.
la vana ricerca della felicità
non cercate la felicità. non cercate di far avverare i sogni. non cercate di essere sempre felici anche se non lo siete. non fatelo. la felicità non è l'unica cosa che conta nella vita. la felicità è un modo più dolce di dire sofferenza. felicità e sofferenza sono sinonimi. quando c'è felicità c'è sofferenza. e la sofferenza è la causa della felicità. pensateci. soffriamo quando manca la felicità ma quando siamo felici soffriamo per paura che questa se ne vada. noi viviamo per morire. una è la certezza della vita: la morte. ed è anche forse l'unica risposta. ci struggiamo per raggiungere uno scopo. e se non ne abbiamo uno? e se tutto quello che vediamo con gli occhi non esistesse? infondo tutta la materia è fatta di atomi e nessuno di questi è unito all'altro quindi teoricamente la materia potrebbe essere attraversabile. ma non lo è. oppure pensiamo ai sogni stessi. quando sogniamo noi non esistiamo più. la nostra fisicità scompare per dare spazio alla materia evanescente. e se in realtà quando sogniamo viviamo davvero e quando siamo svegli è tutto un sogno? come siamo certi che la realtà come la vediamo esista davvero? come possiamo essere sicuri che vedendo un'armadio io possa affermare che quello è un armadio? noi le cose le vediamo così solo perché siamo abituati a vederle in un certo modo. certo ci sono verità effettive come quelle matematiche dove 1 + 1 = 2 (a meno che non si consideri il folletto malefico). ma quelle sono verità matematiche e tangibili. e se si parla di amore, di passione, di felicità? come sappiamo che tutte queste emozioni si provano davvero? come sappiamo che esitano davvero? magari sono solo delle idee inculcateci da bambini per colpa della televisione o dei nostri genitori.
non lo sappiamo. il problema è quello. non lo sappiamo e non lo potremo mai sapere. vivremo sempre nel dubbio. nell'incertezza che tutto questo sia reale o meno. e fino a che questa rimarrà sempre un dubbio come dobbiamo fare? dobbiamo fingere che sia reale o accettare il dubbio e provare di persona?
personalmente non so che fare.
-D.
non lo sappiamo. il problema è quello. non lo sappiamo e non lo potremo mai sapere. vivremo sempre nel dubbio. nell'incertezza che tutto questo sia reale o meno. e fino a che questa rimarrà sempre un dubbio come dobbiamo fare? dobbiamo fingere che sia reale o accettare il dubbio e provare di persona?
personalmente non so che fare.
-D.
fuoco
a me il fuoco affascina. è qualcosa di magico secondo me. tutta quella potenza distruttiva ma così leggera da resistere alla forza di gravità. nell'antichità si diceva che ogni cosa torna nel suo posto natale. il fuoco va verso l'alto perché il sole si trova nello spazio infinito. l'acqua (o tutto ciò che si trova sulla terra) invece va verso il basso perché, appunto, proviene dalla terra stessa. le nuvole, i gas, e tutto ciò che non è visibile all'occhio umano invece rimane sospeso in aria proprio perché quello è il suo luogo d'origine. è una teoria che mi affascina perché persone di grande spessore riuscirono col ragionamento ad arrivare a conclusioni incredibili.
la vita è così. una fiamma. delicata, potente ma effimera. scompare e appare solo quando distogliamo lo sguardo o la guardiamo.
la vita è fatta alla fine di pensieri. noi siamo dei pensieri di uomo e di donna che prendono forma nel nostro cervello. crediamo che ciò che vediamo sia la verità ma se pensiamo che gli occhi sono organi gestiti dal cervello e se entriamo nella visione che tutto è soggettivo, cosa è davvero reale? un pensiero. i pensieri. la vita è fatta di pensieri che ci condizionano nelle scelte. scegliamo di andare a destra piuttosto che a sinistra perché il pensiero di andare a sinistra ci turba. ed è così con tutto.
noi siamo pensieri. noi siamo una fiamma. bruciamo finché una pioggia non ci estingue.
-D.
la vita è così. una fiamma. delicata, potente ma effimera. scompare e appare solo quando distogliamo lo sguardo o la guardiamo.
la vita è fatta alla fine di pensieri. noi siamo dei pensieri di uomo e di donna che prendono forma nel nostro cervello. crediamo che ciò che vediamo sia la verità ma se pensiamo che gli occhi sono organi gestiti dal cervello e se entriamo nella visione che tutto è soggettivo, cosa è davvero reale? un pensiero. i pensieri. la vita è fatta di pensieri che ci condizionano nelle scelte. scegliamo di andare a destra piuttosto che a sinistra perché il pensiero di andare a sinistra ci turba. ed è così con tutto.
noi siamo pensieri. noi siamo una fiamma. bruciamo finché una pioggia non ci estingue.
-D.
giovedì 2 gennaio 2014
la sua àncora
sono solito ormai iniettarmi una dose di musica a quest'ora fino a quando non vado a dormire. mi aiuta, la musica. sopratutto perché mi sono riscoperto silenziofobo. sopratutto in questi due giorni, dove l'essenziale sembra troppo lontano mille miglia.
voglio la pace. voglio la pace con me stesso, con i miei pensieri e con le mie emozioni. voglio trovare la pace. e voglio tornare da lei, salutarla e dirle che non la amo più, perché non posso vivere senza di lei, e se questo è il prezzo sono disposto a pagarlo. ma non posso farcela da solo.
abbiamo litigato alla sua festa di capodanno, quella organizzata da lei e qualche altro amico. le ho rovinato la festa, il capodanno e gli ultimi 5 anni della sua vita, in poche parole. abbiamo litigato perché ho sbottato davvero malissimo. avevo bevuto fin troppo forse, e forse era l'alcool che parlava, o meglio che gridava. ma le mie parole erano vere, le mie lacrime erano vere. ciò che dicevo era vero. io la amo, più della vita stessa, più dell'amore stesso.
dopo averla cercata per tutto il posto dove si svolgeva la festa, dopo aver chiesto a tutti se l'avessero vista, con l'alcool e l'adrenalina nel sangue che si impadroniva della ragione, ho cominciato a preoccuparmi. mi ero ripromesso di non perderla di vista dicendole: "non voglio che ti succeda nulla di male". cazzate. la realtà è che, rimanendole vicina, e tenendola d'occhio l'unica cosa che volevo preservare era la mia tranquillità nel vederla sola o con gli amici, non con un ragazzo. odio sapere che chiunque la potrebbe portare via da me. sarà un discorso egoistico ma nessuno la merita più di quanto la meriti io. dico davvero. la conosco da 5 anni, 5 anni in cui nonostante i litigi, nonostante gli ostacoli, nonostante il fottuto tutto, sono sempre rimasto al suo fianco, porgendole una spalla quando doveva piangere, le mie orecchie per ascoltare i suoi scleri e i miei occhi controvoglia vedendola insieme a ragazzi che non solo non la meritavano, ma si approfittavano della sua enorme bontà, della sua dolcezza e della sua felicità. l'hanno spremuta così tanto che ora ha paura della vita stessa. ha paura di soffrire.
è vero, anche io mi ci sono messo, per farla arrabbiare, sempre a causa dei miei sentimenti incompatibili con lei, ma ho messo ammenda ogni volta che era necessario. che sia dopo qualche ora o dopo un anno. io vivo per lei, io vivo di lei. non posso pensare una vita senza la sua presenza. ma sta volta credo che sarò costretto a lasciarla andare, a lasciarla libera di andare avanti con la sua vita.
sono stato l'àncora involontaria della sua vita. sono arrivato e, con la mia spocchiosa faccia, ho preteso un posto nella sua vita. ho preteso il posto più importante nella sua vita.
non so se deciderà mai di scrivermi, per dirmi qualcosa, qualsiasi cosa. in tal caso, spero accada presto. spero accada. ogni minuto senza di lei è come una sigaretta fumata, che toglie 15 minuti di vita. sei il mio veleno ed il mio antidoto. perdonami perché ti amo, perdonami perché ho bisogno di te, perdonami perché sono un coglione geloso del cazzo, perdonami se sono entrato nella tua vita, scombussolandola e mettendola sotto sopra
ciò che ho sempre voluto è la tua felicità e ora, se stai leggendo, spero tu la possa trovare con o senza di me. vivi la tua vita, cerca la felicità e tranquilla, lasciami pure cadere se la tua mongolfiera non riesce a sopportare pure il mio peso per continuare a salire nel cielo blu.
finchè vivrò il mio cuore sarà il tuo. ricordi? ciò che è mio è tuo.
-D.
different years, same shit
un'altra ora, un altro minuto, un altro giorno. questo è l'anno che mi attende. niente di nuovo, niente di speciale, niente di differente.
certe volte sogno di non sognare più, di non svegliarmi più, di non tirarmi su. certe volte sogno che la mia vita faccia parte di una parte in un programma tivù. ci sono giorni in cui in cui, inerme all'esistenza, casco nel baratro della mia demenza, circondato da fantasmi, miasmi della mia vita, dosaggi e sobbalzi errati di felicità, colpi e contraccolpi dell'amore.
sono ancora in piedi per miracolo, o forse sto per cadere, ho forme e ricordi di brutte sere, che forse è meglio dimenticare.
le mie paranoie non cambiano, i miei problemi non cambiano e un nuovo anno non cambia il fatto che lentamente sto annegando.
queste pagine di pixel e numeri a caso mi lasciano pace interiore, come in un lapsus freudiano che parlo, riparlo e riparo, per nascondere ciò che provo, proverò e provavo.
discorsi strani, che suonano strani, fatti con estranei. ma nessuno mi sta a sentire, nessuno mi sta a sopire e le ripetizioni si accumulano in queste righe. poche sono le cose da dire, poi sempre le stesse, ma molte sono quelle da digerire, le più complesse. non scendono giù, non passano, arrivano allo stomaco e si sollazzano. e per tutte le volte che sputo anima e sangue, loro rimangono a farmi sentire le farfalle.
il peso che mi sto portando mi spezza le gambe, mi fa sentire debole, ma debole oggi e un uomo se lo vedi piangere. e questo sfogo come inizio anno è diverso dal solito: perché ci metto le mie paure, le mie ansie e tutto ciò di più recondito.
in questo foglio trovi me, un normale 19enne, che si ritrova a stare solo, innamorato male e malinconico perenne. ci sono pochi momenti felici nella mia vita, e si contano su una mano e precisamente su due dita: il pollice e l'indice, che, formando una C, segnano un inizio e una fine. questa è la mia vita, che gira intorno a quella lettera, dietro la quale ci sono altre lettere e fogli scritti male. non sono bravo con le emozioni, non sono bravo con lo studio, i libri e le nozioni, non sono bravo ad essere un uomo coraggioso, tanto meno ad abbattere i muri lungo il mio percorso. non sono bravo a parlare, non sono bravo ad amare, non sono bravo a stare, seguito a da qualsiasi aggettivo gli si voglia attribuire. sono bravo a star male, ad illudermi, a farmi castelli, ed all'interno rinchiudermi. sono un masochista di prim'ordine e di questo non me ne vanto, e non intendo affidare le mie poche speranze a questo nuovo anno. chiedo solo un poco di felicità per lei, che se la merita più di me, di te che leggi e di chiunque.
spero sia felice o che lei sia la felicità. del resto sinceramente non mi importa.
morire non sarebbe male a dirla tutta, non avrei tutta quest'ansia in corpo, non mi considererei una scelta stupida. morire, è un concetto difficile da spiegare. morire è facile, è vivere che non è così normale.
auguri a tutti di un anno nuovo, che possiate non realizzare i vostri propositi. si, non realizzare. perché tanto, in fin dei conti, aspettarsi troppo da qualcosa è come sollevare la fune per la vostra stessa impiccagione.
fatelo per voi stessi, non prendete questo 2014 troppo sul serio: non ne uscirete vivi.
scusate per il mio tentativo (riuscito o meno) di scrivere le mie paranoie in rima, era un esperimento.
-D.
certe volte sogno di non sognare più, di non svegliarmi più, di non tirarmi su. certe volte sogno che la mia vita faccia parte di una parte in un programma tivù. ci sono giorni in cui in cui, inerme all'esistenza, casco nel baratro della mia demenza, circondato da fantasmi, miasmi della mia vita, dosaggi e sobbalzi errati di felicità, colpi e contraccolpi dell'amore.
sono ancora in piedi per miracolo, o forse sto per cadere, ho forme e ricordi di brutte sere, che forse è meglio dimenticare.
le mie paranoie non cambiano, i miei problemi non cambiano e un nuovo anno non cambia il fatto che lentamente sto annegando.
queste pagine di pixel e numeri a caso mi lasciano pace interiore, come in un lapsus freudiano che parlo, riparlo e riparo, per nascondere ciò che provo, proverò e provavo.
discorsi strani, che suonano strani, fatti con estranei. ma nessuno mi sta a sentire, nessuno mi sta a sopire e le ripetizioni si accumulano in queste righe. poche sono le cose da dire, poi sempre le stesse, ma molte sono quelle da digerire, le più complesse. non scendono giù, non passano, arrivano allo stomaco e si sollazzano. e per tutte le volte che sputo anima e sangue, loro rimangono a farmi sentire le farfalle.
il peso che mi sto portando mi spezza le gambe, mi fa sentire debole, ma debole oggi e un uomo se lo vedi piangere. e questo sfogo come inizio anno è diverso dal solito: perché ci metto le mie paure, le mie ansie e tutto ciò di più recondito.
in questo foglio trovi me, un normale 19enne, che si ritrova a stare solo, innamorato male e malinconico perenne. ci sono pochi momenti felici nella mia vita, e si contano su una mano e precisamente su due dita: il pollice e l'indice, che, formando una C, segnano un inizio e una fine. questa è la mia vita, che gira intorno a quella lettera, dietro la quale ci sono altre lettere e fogli scritti male. non sono bravo con le emozioni, non sono bravo con lo studio, i libri e le nozioni, non sono bravo ad essere un uomo coraggioso, tanto meno ad abbattere i muri lungo il mio percorso. non sono bravo a parlare, non sono bravo ad amare, non sono bravo a stare, seguito a da qualsiasi aggettivo gli si voglia attribuire. sono bravo a star male, ad illudermi, a farmi castelli, ed all'interno rinchiudermi. sono un masochista di prim'ordine e di questo non me ne vanto, e non intendo affidare le mie poche speranze a questo nuovo anno. chiedo solo un poco di felicità per lei, che se la merita più di me, di te che leggi e di chiunque.
spero sia felice o che lei sia la felicità. del resto sinceramente non mi importa.
morire non sarebbe male a dirla tutta, non avrei tutta quest'ansia in corpo, non mi considererei una scelta stupida. morire, è un concetto difficile da spiegare. morire è facile, è vivere che non è così normale.
auguri a tutti di un anno nuovo, che possiate non realizzare i vostri propositi. si, non realizzare. perché tanto, in fin dei conti, aspettarsi troppo da qualcosa è come sollevare la fune per la vostra stessa impiccagione.
fatelo per voi stessi, non prendete questo 2014 troppo sul serio: non ne uscirete vivi.
scusate per il mio tentativo (riuscito o meno) di scrivere le mie paranoie in rima, era un esperimento.
-D.
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