un'altra ora, un altro minuto, un altro giorno. questo è l'anno che mi attende. niente di nuovo, niente di speciale, niente di differente.
certe volte sogno di non sognare più, di non svegliarmi più, di non tirarmi su. certe volte sogno che la mia vita faccia parte di una parte in un programma tivù. ci sono giorni in cui in cui, inerme all'esistenza, casco nel baratro della mia demenza, circondato da fantasmi, miasmi della mia vita, dosaggi e sobbalzi errati di felicità, colpi e contraccolpi dell'amore.
sono ancora in piedi per miracolo, o forse sto per cadere, ho forme e ricordi di brutte sere, che forse è meglio dimenticare.
le mie paranoie non cambiano, i miei problemi non cambiano e un nuovo anno non cambia il fatto che lentamente sto annegando.
queste pagine di pixel e numeri a caso mi lasciano pace interiore, come in un lapsus freudiano che parlo, riparlo e riparo, per nascondere ciò che provo, proverò e provavo.
discorsi strani, che suonano strani, fatti con estranei. ma nessuno mi sta a sentire, nessuno mi sta a sopire e le ripetizioni si accumulano in queste righe. poche sono le cose da dire, poi sempre le stesse, ma molte sono quelle da digerire, le più complesse. non scendono giù, non passano, arrivano allo stomaco e si sollazzano. e per tutte le volte che sputo anima e sangue, loro rimangono a farmi sentire le farfalle.
il peso che mi sto portando mi spezza le gambe, mi fa sentire debole, ma debole oggi e un uomo se lo vedi piangere. e questo sfogo come inizio anno è diverso dal solito: perché ci metto le mie paure, le mie ansie e tutto ciò di più recondito.
in questo foglio trovi me, un normale 19enne, che si ritrova a stare solo, innamorato male e malinconico perenne. ci sono pochi momenti felici nella mia vita, e si contano su una mano e precisamente su due dita: il pollice e l'indice, che, formando una C, segnano un inizio e una fine. questa è la mia vita, che gira intorno a quella lettera, dietro la quale ci sono altre lettere e fogli scritti male. non sono bravo con le emozioni, non sono bravo con lo studio, i libri e le nozioni, non sono bravo ad essere un uomo coraggioso, tanto meno ad abbattere i muri lungo il mio percorso. non sono bravo a parlare, non sono bravo ad amare, non sono bravo a stare, seguito a da qualsiasi aggettivo gli si voglia attribuire. sono bravo a star male, ad illudermi, a farmi castelli, ed all'interno rinchiudermi. sono un masochista di prim'ordine e di questo non me ne vanto, e non intendo affidare le mie poche speranze a questo nuovo anno. chiedo solo un poco di felicità per lei, che se la merita più di me, di te che leggi e di chiunque.
spero sia felice o che lei sia la felicità. del resto sinceramente non mi importa.
morire non sarebbe male a dirla tutta, non avrei tutta quest'ansia in corpo, non mi considererei una scelta stupida. morire, è un concetto difficile da spiegare. morire è facile, è vivere che non è così normale.
auguri a tutti di un anno nuovo, che possiate non realizzare i vostri propositi. si, non realizzare. perché tanto, in fin dei conti, aspettarsi troppo da qualcosa è come sollevare la fune per la vostra stessa impiccagione.
fatelo per voi stessi, non prendete questo 2014 troppo sul serio: non ne uscirete vivi.
scusate per il mio tentativo (riuscito o meno) di scrivere le mie paranoie in rima, era un esperimento.
-D.
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