domenica 1 dicembre 2013

un'ombra

spesso mi capita di svegliarmi nel pieno della notte, andare in cucina e fumarmi una sigaretta. mi aiuta a rilassarmi, a pensare. le onde che assume il fumo, la sua delicatezza e la sua evanescenza. amo colorare il mio respiro, mi ricorda che sono ancora vivo (cit.).
  spesso mi dimentico di essere ancora in vita, è forse per questo che amo gli sport estremi: ti portano ad un punto tale, ad un limite, in cui ti accorgi che stai vivendo. l'essere ad un passo dalla morte è un bel paradosso.
  ci accorgiamo di vivere quando stiamo sopra il confine labile situato tra la vita e la morte. il nostro limbo personale. non ci si può soggiornare, ci si passa per pochi secondi, o pochi decimi di secondo. è un luogo astratto, dove una decisione può fare la differenza.


a pensarci bene tutte le nostre scelte sono caratterizzate da questo limbo: prendere o no quel vestito, frequentare o no le lezioni, chiederle o no di uscire.
  comincio a pensare che è proprio il limbo, la realtà che stiamo vivendo. vita e morte sono solo utopie, o, per meglio dire, distopie. utopie al contrario. viviamo nel mondo che mai idealizzeremmo. il limbo. la vita e la morte sono le mete che si possono raggiungere. si raggiunge la vita quando le scelte compiute portano ad un bene superiore, e non parlo di dio, o della volontà divina. un bene superiore estremamente personale;
si raggiunge la morte (spirituale e fisica) quando anche solo una scelta provoca la delusione di uno o più persone il cui giudizio si ritiene importante. deludere uccide. la delusione, insieme e in concomitanza alla parola tagliano molto più della spada.

no, non è una coincidenza che le delusioni sono spesso legate ai sentimenti, all'amore.

-D.

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