venerdì 24 gennaio 2014

e ci sto male

fatemi capire una cosa. cos'ho di sbagliato? cosa c'è ce non va in me, nella mia persona fisica e nel mio essere? seriamente, mi sono davvero stufato. non è possibile che ogni stramaledetta volta debba essere friendzonato da ogni singolo essere vivente sulla fottuta faccia della terra.
  sono un ragazzo di 19 anni, alto, moro, fisicamente non sarò il massimo ma non sono una botte di merda, leggo molto, mi piacciono i film e i telefilm, sono un ragazzo aperto al confronto, aperto a qualsiasi ideologia, aperto a tutto.
  mi piace viaggiare, conoscere, scrivere, suonare la batteria, sono abbastanza simpatico e anche abbastanza carino, mi curo, mi piace studiare, uscire, divertirmi ma anche stare a casa, da solo o (in un universo parallelo) con un'ipotetica ragazza, a sparare stronzate, mangiare e coccolarci.
  sono un ragazzo che se si affeziona lo dimostra, nel bene o nel male, dimostra di metterci il cuore nelle cose che fa, dimostra di tenerci. e lo dimostro davvero. cazzo se lo faccio.
  sono un ragazzo che capisce quando c'è qualcosa che non va, pronto a tutto per fare pace o per aiutare, per ascoltare o semplicemente per esserci nel momento del bisogno.

voi volete questo no? ecco, io lo sono porco mondo, e non lo dico con presunzione; lo dico perché altri lo possono confermare.
  ditemi, allora: perché devo piangermi tutte le notti addosso perché mi sento un reietto, un fallito, una merda nel vedere tantissime coppie stra felici, perfette l'uno per l'altra, e poi voltare il mio sguardo allo specchio e vedermi solo, triste e morto dentro? perché devo essere io a starci sempre male?

seriamente, è una cosa che non mi capacito: le ragazze predicano tanto per avere il ragazzo bello, sincero, vero, che dimostri che ci tiene. e cristo, io cosa sono, uno stronzo? no, non sono il tipico ragazzo stronzo, non mi piace né interpretare quella parte, né passarci. sono un fottuto bravo ragazzo, e vorrei che quando una persona dice che è il bravo ragazzo che cerca, che lo cerchi per davvero! fanculo. seriamente, vaffanculo.

ah, io non corro più dietro a nessuno. scordatevi che sia sempre io il primo a scrivervi, a cercarvi e a dimostrarvi il mio affetto.
  o me lo dimostrate o sarò freddo come la tavoletta del water la mattina presto. sia chiaro.

-D.

martedì 7 gennaio 2014

fa male

fa male quando ti innamori
fa male quando soffri per amore
fa male quando la musica di colpisce, con un colpo mancino, il cuore
fa male quando pensi troppo
fa male pensare troppo poco
fa male osservare la propria vita tramite occhi esterni ai propri
fa male realizzare di avere infranto una promessa
fa male sapere di aver spezzato un cuore, la fiducia o l'anima di una persona
fa male quando ci spezzano il cuore, la fiducia e la nostra anima
fa male avere rimpianti
fa male non averne
fa male quando veniamo illusi
fa male quando siamo noi stessi ad illuderci
fa male stare bene
fa male sperare
fa male sognare ad occhi aperti
fa male andarsene
fa male quando qualcuno se ne va
fa male stare all'ombra di qualcuno
fa male essere ignorati
fa male essere se stessi
fa male indossare mille maschere
fa male quando le persone le indossano con noi
fa male, tutto qui.

-D

venerdì 3 gennaio 2014

giornata tipo

sveglia alle 9, orario perfetto: non troppo presto ma nemmeno tardi o troppo tardi. 
controllo il telefono, per abitudine ma, più che altro per curiosità. curiosità nel vedere chi mi ha scritto, cosa è successo nel gruppo, cosa mi sono perso la notte precedente
  solitamente non mi scrive nessuno, controllo il telefono e l'unica cosa che vedo è l'orario, il mio screen-saver e, una volta rimesso in stand by il cellulare, il mio viso, segnato dalle lacrime della sera prima, dal sonno e dalle pieghe del cuscino
  mi alzo, tappa bagno, poi colazione, e ritorno a letto. riprendo il telefono e, indeciso se mandare o no il buongiorno a quelle 2/3 persone che mi interessa sentire, entro su facebook a controllare le mie "notifiche".
  mi decido e scrivo il buongiorno a qualcuno. 
  entro nella nostra chat. controllo l'ultima volta che ti sei connessa. risale a la sera prima. mi sento sollevato; un po' perché, in me, nutro la speranza che presto mi scriverai; in parte perché posso dirmi: "non mi ha scritto visto che non si è ancora connessa". 
  tutte cazzate insomma, tanto per trovare una scusa per non accettare il fatto che ormai i giorni del "dobbiamo vederci" o "dobbiamo guardare un film insieme e coccolarci" o del "o ci teniamo o cadiamo insieme" sono finiti.
  due ore di studio, intervallato con qualche messaggio qui e là, merenda e nuovamente un'occhiata nella nostra chat di whatsapp, o del tuo profilo di instagram/facebook/tumblr/twitter/ask. sempre con la speranza di trovarmi un tuo messaggio o una tua frecciatina, o ancora una tua notifica. ma, ovviamente, niente da fare.
  ora di pranzo, messaggi, cibo, tv e studio di nuovo, sempre con un pizzico di messaggi con le uniche persone con cui parlo ultimamente, tranne te.sempre nutrendo la speranza che mi arrivi un tuo messaggio. ma niente, nuovamente. 
  verso le 7 mi metto al pc, canto le solite canzoni, vado su facebook e sui social network sopracitati, controllo, ovviamente, il tuo profilo e poi vado a cena, tenendo sempre sott'occhio il telefono, in attesa di un tuo messaggio.
   cena, indecisione su quando fare la doccia, prima di andare a letto o subito dopo cena, e decisione sul da farsi della serata. messaggi su messaggi, tranne i tuoi, cazzeggio e poi a letto, verso mezzanotte e mezzo. buonanotte buonanotte, e per finire, come la mattina controllo la nostra chat. rileggo gli ultimi messaggi, guardo tutte le nostre foto, rileggo la tua lettera, guardo il tuo regalo, e le foto al suo interno, sfoglio tutte le foto sul tuo profilo di facebook, controllo le domande che ti sono state fatte durante il giorno, ricontrollo la nostra chat e vedo che sto andando a letto dopo la sua ultima visualizzazione, con la speranza di svegliarmi vedendo la tua ultima visualizzazione prima dell'orario in cui mi sono appisolato.

sai, capita spesso che ci immagino, entrambi al telefono, con la chat aperta, aspettando che uno scriva, aspettando quel "sta scrivendo..." che ora mi manca da morire, aspettando qualcosa. qualcosa che non arriverà. 

spero sempre tu legga le cose che scrivo su di te, e che sorrida, e se lo stai facendo, o se l'hai mai fatto su uno qualunque dei post dedicati a te: sorridi pure, sei più bella quando sorridi.

buonanotte

-D.

problemi

CHIEDO VENIA PER GLI INCONVENIENTE CON GLI ULTIMI 3 POSTI: NON SO CHE SIA SUCCESSO, E NON RIESCO A PORVI RIMEDIO. CHIEDO ANCORA SCUSA PER L'INCONVENIENTE.

-D.

questa sabbia

la vita è come il mare. e non parlo solo del fatto che è imprevedibile come il movimento delle onde ecc.. no. io parlo dell'insieme. la vita è come una bella spiaggia. ci entri che sei pulito, ma dopo poco, non appena esci, inizi a sporcarti. entri in acqua, ed è la sensazione più bella del mondo, ti senti fresco, libero, infinito. ma, quando esci, ti sporchi di nuovo e l'unico modo per tornare pulito è rientrare in acqua. ma non si può stare in acqua per sempre. bisogna sporcarsi. e per te ne è valsa la pensa, eccome se ne è valsa la pena di sporcarmi. ora mi trovo nella sabbia. sono appena uscito dall'acqua e sono ancora sporco. se notiamo, quando ci asciughiamo, la sabbia piano piano, quella che si è attaccata al nostro corpo, comincia a staccarsi. ecco io sono in quello stato. sono uscito dall'acqua e sono tornato sulla sabbia. ma ora quella inizia a staccarsi, e il mio corpo si sta preparando ad una nuova immersione.

ho fatto questo giro di parole semplicemente per dire che si, è vero, sono uscito da una situazione in cui credevo di essere infinito. ma mi sto preparando a tornare in quella stessa situazione. ora è diverso. ora sono consapevole che quella situazione sarà temporanea. sarà un'illusione provvisoria.

  ma preferisco un illusione provvisoria piuttosto che rimanere bagnato e senza asciugamano sdraiato su questa bollente sabbia.

la vana ricerca della felicità

non cercate la felicità. non cercate di far avverare i sogni. non cercate di essere sempre felici anche se non lo siete. non fatelo. la felicità non è l'unica cosa che conta nella vita. la felicità è un modo più dolce di dire sofferenza. felicità e sofferenza sono sinonimi. quando c'è felicità c'è sofferenza. e la sofferenza è la causa della felicità. pensateci. soffriamo quando manca la felicità ma quando siamo felici soffriamo per paura che questa se ne vada. noi viviamo per morire. una è la certezza della vita: la morte. ed è anche forse l'unica risposta. ci struggiamo per raggiungere uno scopo. e se non ne abbiamo uno? e se tutto quello che vediamo con gli occhi non esistesse? infondo tutta la materia è fatta di atomi e nessuno di questi è unito all'altro quindi teoricamente la materia potrebbe essere attraversabile. ma non lo è. oppure pensiamo ai sogni stessi. quando sogniamo noi non esistiamo più. la nostra fisicità scompare per dare spazio alla materia evanescente. e se in realtà quando sogniamo viviamo davvero e quando siamo svegli è tutto un sogno? come siamo certi che la realtà come la vediamo esista davvero? come possiamo essere sicuri che vedendo un'armadio io possa affermare che quello è un armadio? noi le cose le vediamo così solo perché siamo abituati a vederle in un certo modo. certo ci sono verità effettive come quelle matematiche dove 1 + 1 = 2 (a meno che non si consideri il folletto malefico). ma quelle sono verità matematiche e tangibili. e se si parla di amore, di passione, di felicità? come sappiamo che tutte queste emozioni si provano davvero? come sappiamo che esitano davvero? magari sono solo delle idee inculcateci da bambini per colpa della televisione o dei nostri genitori.

non lo sappiamo. il problema è quello. non lo sappiamo e non lo potremo mai sapere. vivremo sempre nel dubbio. nell'incertezza che tutto questo sia reale o meno. e fino a che questa rimarrà sempre un dubbio come dobbiamo fare? dobbiamo fingere che sia reale o accettare il dubbio e provare di persona?
personalmente non so che fare.
-D.


fuoco

a me il fuoco affascina. è qualcosa di magico secondo me. tutta quella potenza distruttiva ma così leggera da resistere alla forza di gravità. nell'antichità si diceva che ogni cosa torna nel suo posto natale. il fuoco va verso l'alto perché il sole si trova nello spazio infinito. l'acqua (o tutto ciò che si trova sulla terra) invece va verso il basso perché, appunto, proviene dalla terra stessa. le nuvole, i gas, e tutto ciò che non è visibile all'occhio umano invece rimane sospeso in aria proprio perché quello è il suo luogo d'origine. è una teoria che mi affascina perché persone di grande spessore riuscirono col ragionamento ad arrivare a conclusioni incredibili.

la vita è così. una fiamma. delicata, potente ma effimera. scompare e appare solo quando distogliamo lo sguardo o la guardiamo.

la vita è fatta alla fine di pensieri. noi siamo dei pensieri di uomo e di donna che prendono forma nel nostro cervello. crediamo che ciò che vediamo sia la verità ma se pensiamo che gli occhi sono organi gestiti dal cervello e se entriamo nella visione che tutto è soggettivo, cosa è davvero reale? un pensiero. i pensieri. la vita è fatta di pensieri che ci condizionano nelle scelte. scegliamo di andare a destra piuttosto che a sinistra perché il pensiero di andare a sinistra ci turba. ed è così con tutto.
noi siamo pensieri. noi siamo una fiamma. bruciamo finché una pioggia non ci estingue. 


-D.