domenica 1 dicembre 2013

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un'altra di quelle solite notti in cui mi ritrovo solo, stanco e depresso, sta per arrivare. ormai me la vivo così, la giornata. mi alzo, chiedendomi perché mi sono svegliato, vivo la mattinata e il pomeriggio prendendo quello che capita, e vado a dormire, appesantito dai demoni che mi stanno facendo diventare man mano gobbo. un giorno smetterò di parlare. smetterò di rincorrere, smetterò di fare tutto quello che sto facendo, e che fino ad ora ho fatto. ho troppe maschere addosso, troppi demoni sulle spalle, troppi cocci di sogni infranti nel cassetto e troppi scheletri nell'armadio. non ho posto per me. non c'è un posto per me. viviamo in una società dove i rapporti interpersonali vengono ancora prima dei rapporti interiori tra sé stessi.
  non mentirò, non mi piace stare solo. anzi, non mi piace sapere di essere isolato da persone alla quale ho dato tutto. sono sempre stato solo, non mi sono mai lamentato.
  infondo nasciamo e moriamo soli, passiamo la nostra insignificante esistenza tra noi e i nostri pensieri. fondamentalmente sia frutto dell'incontro di sconosciuti, messi al mondo ma sempre soli. siamo abituati a metterci maschere su maschere per farci piacere da chi ci circonda, per non farci conoscere realmente. ma la verità è che, a causa di tutte queste maschere, nemmeno noi sappiamo chi siamo. non l'abbiamo mai saputo.
e la notte mi fa paura, perché sono nudo, di fronte a tutto ciò che durante le ore mondane sono costretto a nascondere e a coprire. la notte è come uno specchio. nudo e crudo nel rispecchiare ciò che realmente siamo, senza filtri, senza maschere.

-D

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